martedì 25 marzo 2014

L'evoluzione di un luogo Sacro: Kamppi chapel


L'evoluzione di un luogo Sacro: Kamppi chapel



Questa insolita cappella di legno si trova al centro di Helsinki, sul lato sud della piazza Narinkka.
Le delicate forme di legno dell'interno fungono da rifugio dal trambusto della città, infatti è conosciuta come la "Cappella del Silenzio", mentre l'esterno vuole far ''fluire nel paesaggio urbano'' la forma curva della struttura. L'aria d'ingresso della cappella serve x allestire esposizione, mentre l'interno è composto da spessi pannelli di ontano (descrizione sotto) trattato ad olio ed elementi d'arredo di legno massello.


L'esterno è caratterizzato da assi di abete con una cera pigmentata nanotecnologica, mentre la vera e propria cornice di legno è stata ricavata tramite più parti di lamellare incollate fresati a cnc.
Forse l'elemento più importante di questa cappella è l'interno di legno, con la sua delicata, ma onnipresente, luce naturale; tuttavia, pur essendo indubbiamente moderno lo spazio è molto in sintonia con l'ambiente e le forme dell'architettura ecclesiastica più tradizionale.





ONTANO:  legno tenero e leggero, rossastro, poco resistente alle intemperie e agli insetti, ma durevole se immerso in acqua; lavorabile e lucidabile, è usato in ebanisteria.
Gli ontani sono alberi, generalmente di piccola taglia, o cespugli. Si sviluppano sino a 8-10 metri, eccezionalmente
raggiungono i 25-30 metri (35 metri Alnus rubra, specie della costa pacifica americana).
Le foglie sono semplici, caduche, alterne, a margine dentato. I fiori sono riuniti in amenti a sessi separati sulla medesima pianta (l'ontano è una pianta monoica). Gli amenti maschili sono allungati i femminili ovali e più corti. L'impollinazione nel genere è per lo più anemofila raramente possono essere visitati dalle api. La fioritura avviene prima della fogliazione.
Le infruttescenze hanno un tipico aspetto legnoso e non si disintegrano a maturità, caratteristiche che aiutano a
differenziare gli ontani dalle betulle (genere Betula), unico altro genere della famiglia.



Sono dei magnifici colonizzatori e per questo spesso vengono utilizzati per bonificare i terreni poveri, umidi,
malsani; infatti attraverso le loro radici fissano l'azoto al terreno, svolgendo appunto la azotofissazione. Il legno è
molto resistente all'acqua (Venezia è tutta costruita su fondazioni di pali di ontano prelevati da boschi croati delle
Alpi Bebie, Velebit, in Croazia).
La rapidità di crescita degli ontani e la loro resistenza a condizioni sfavorevoli ne hanno fatto apprezzare l'uso
come essenze nella bioremediation (es. recuperi di cave, siti minerari, aree incendiate).
In arboricoltura da legno, grazie alla già citata azotofissazione, è utilizzato come specie accessoria per facilitare
l'accrescimento delle altre specie "nobili" (principali) presenti nell'impianto.
Possono avere una valenza ornamentale come piante da giardino o bonsai.
Il legno di ontano è una delle essenze più utilizzate nella liuteria elettrica per la produzione di corpi per chitarre.



Tradizionalmente impiegato dalla Fender, è oggi utilizzato anche in lavorazioni sofisticate per corpi parzialmente cavi (ad esempio Manne in Italia). Veniva anche impiegato per fare secchi e tinozze (venivano utilizzati anche altri legni; come il pino, il rovere, il larice).

Altri riferimenti:
- Chiese ed architettura sacra http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_(architettura);
- Edifici religiosi a Roma http://it.wikipedia.org/wiki/Chiese_di_Roma.

martedì 14 gennaio 2014



La storia del mobile - dagli Egizi ai giorni nostri
(prima parte)



           
                             esempio di mobili dell'antico Egitto                                                    Z. Island - Ernestomeda


I mobili compaiono stabilmente nell'uso comune soltanto al termine della vita nomade e con la costruzione di abitazioni solide in legno, mattoni o pietra.

- Nell'antichità:

L'uso di mobili è documentato già presso le antiche civiltà, tra gli Assiri, nell'antico Egitto, nell'antica civiltà cinese.
Le raffigurazioni dei vasi greci ci mostrano vari tipi di mobili: troni, sedie ,tavolini.
Presso gli Etruschi e gli antichi romani troviamo l'uso di tavoli, sedili ed anche armadi. Nelle case più ricche esistevano tavoli e arredi di materiali quali bronzo, ferro, marmo e avorio.

- Il Medioevo:

Nel Medioevo il mobilio è ridotto all'essenziale e l'elemento più comune rimane il mobile in legno, spesso realizzato in forme semplici e rustiche. Presso le case più ricche dei nobili, per le chiese ed i monasteri monasteri, si producono mobili più elaborati sia di uso civile (troni, panche, sedili, tavoli, cassapanche) o di uso religioso (altari, banchi, reliquari, cofani, cubicoli, armadi da sagrestia, scaffali per libri) anche in serie protratte nel tempo o con materiali pregiati, quali avorio, metalli preziosi, marmi.
Tavoli e bauli sono spesso costruiti in modo da essere trasportati facilmente (smontabili).


Tavolo in stile Medievale


- Il Rinascimento:
Durante il Rinascimento alcuni mobili nelle case nobili e ricche, assumono maggiore importanza con l'aggiunta di rialzi e di baldacchini chiusi con teli e stoffe.
Negli edifici pubblici e religiosi i banchi, le librerie, gli scanni e i cori lignei sono più imponenti, intarsiati e decorati.
Questo stile si sviluppa inizialmente in Italia, dove gli artisti si ispirano alle fonti classiche, a Roma e alle sue vestigia; solo in seguito la nuova cultura si espanderà in Europa attraverso le guerre condotte da Luigi XII e Francesco I.
Successivamente tale tendenza sarà presente nel Regno di Napoli e Sicilia, nella Spagna, nelle Fiandre, nella Germania ed Inghilterra.


Scrittoio in stile Rinascimentale

L'intarsio:
L'intarsio o tarsia lignea è un tipo di decorazione che si realizza accostando minuti pezzi di legni o altri materiali di colori diversi. Diffusa già nel Trecento tra il 1440 e il 1550 raggiunge il massimo della fioritura, sviluppando quello che verrà definito da André Chastel "il cubismo del Rinascimento".
Fino a tutto il XV secolo la tarsia rimase una forma artistica praticata essenzialmente solo in Italia; in seguito si diffuse, seppure molto cautamente, anche al di là delle Alpi[1].
Simile è l'ebanisteria, dove però come materiale viene utilizzato esclusivamente il legno, inoltre è un termine applicato dal XVII secolo, soprattutto riguardo alla decorazione del mobilio.



























Link di riferimento:
http://it.wikipedia.org/wiki/Mobile_(arredamento)


giovedì 5 dicembre 2013


Natale a 5 assi !

L'arrivo delle festività natalizie coincide, per noi, con l'arrivo di una nuova macchina, capace di realizzare tutto ciò di cui hanno bisogno i nostri clienti.




Stiamo parlando di Rover A, il centro di lavoro a controllo numerico che risponde alle esigenze più varie. Infatti può lavorare pannelli di diversi formati grazie alla variabilità delle taglie e migliora le performance nelle lavorazioni per serramenti grazie ad elettromandrini più potenti e un sistema di bloccaggio pezzi da top di gamma. La nuova unità operatrice 5 assi, compatta e tecnologicamente avanzata, consente la lavorazione di pezzi con forme complesse garantendo qualità e precisione.



Sì, un po' come il ''ferro vecchio'' di Iron Man.
I nostri uomini potrebbero diventare Wood Man!!






Scherzi a parte, siamo lieti di annunciarvi quest'importantissima novità, che ci rende sempre più all'avanguardia ed aperti all'uso di nuove tecnologie, che possano esser d'aiuto alla mente umana sia nei tempi che nei modi di lavorazione, rendendo meno pericolose alcune manovre di lavoro, senza sostituire l'uomo stesso ovviamente!

Vi alleghiamo, per farvi comprendere al meglio di cosa stiamo parlando, la definizione di Centro di lavoro a controllo numerico, con alcune immagini illustrative.

Il controllo numerico è una caratteristica delle macchine utensili: si dicono "macchine a controllo numerico" o macchine "CN" quelle macchine utensili il cui movimento durante la lavorazione è diretto da un computer integrato nella macchina che ne comanda gli spostamenti e le funzioni secondo un ben definito programma di lavoro.
Le macchine CN non sono robot: i robot sono in grado di adattarsi a variazioni dell'ambiente in cui stanno operando (oggetti non nella posizione prevista, intromissioni di altre macchine o di operai umani) e portare a termine ugualmente il compito a cui sono preposti; una macchina CN invece si limita ad eseguire il programma impostato a prescindere da cosa accade intorno ad essa ed è responsabilità dell'operatore preparare i pezzi da lavorare ed intervenire in caso di imprevisti. In altre parole, le macchine CN devono sempre operare sotto la supervisione di un operatore umano, mentre i robot possono, al limite, operare senza alcuna supervisione.







Gli assi:
Caratteristica principale di queste macchine è il numero di gradi di libertà disponibili, detti assi della macchina. Generalmente 2,3, o 5. Il controllo numerico di una macchina si basa sulla misura della posizione delle sue parti mobili tramite encoder e sull'azionamento controllato di attuatori (motori, pistoni idraulici o altro) che governano il movimento della macchina in modo da posizionare l'utensile di lavorazione in un punto arbitrario scelto con precisione. Un dato movimento della macchina misurato da un encoder e controllato dal computer attraverso un motore, in modo tale che sia possibile posizionare la macchina con precisione in un punto arbitrario della corsa disponibile si dice asse controllato, o più semplicemente asse della macchina.


Per esempio: una generica fresa CN, che può muovere il suo utensile in tre direzioni (x, y, z) ha tre "assi" controllati, cioè tre direzioni di moto controllate dal computer attraverso i motori e di cui si può programmare il computer affinché fermi l'utensile in un punto a piacere lungo queste tre direzioni (entro i limiti della corsa massima meccanica); la rotazione del mandrino in genere invece non è un "asse", perché il computer di controllo non può comandarne il posizionamento esatto in un punto qualsiasi, ma si limita a impostare e mantenere una data velocità di rotazione; tantomeno sono "assi" eventuali movimenti accessori di tipo on/off (portelli per sfridi, pompe per acqua o aria, elettrovalvole, ecc...).
I tipi più comuni sono
  • 2 assi: movimento solo su X e Y. Pezzi limitati a lavorazioni piane senza variazioni di profondità.
  • 3 assi (anche 2 assi e mezzo): si tratta di macchine in grado di operare su tutti e tre gli assi, ma soltanto a passi discreti su uno di essi (generalmente l'asse Z), cioè gestiscono l'interpolazione soltanto su due assi. Sono oggi il tipo più economico.
  • 4 e 5 assi: oltre al movimento sui tre assi X,Y e Z si aggiunge l'inclinazione (ed eventualmente la rotazione) del mandrino solidale al piano macchina. Queste macchine possono realizzare praticamente qualsiasi tipo di sagoma purché la forma delle concavità non vada in interferenza con il mandrino. Queste macchine sono molto costose, e vengono usate anche per lavorazioni su pezzi di grandissime dimensioni (turbine, eliche navali, scocche per motori, stampi...)


domenica 3 novembre 2013

Scuola Archeologia spagnola...

Andiamo fieri e ci sentiamo fortunati di conoscere molti di studi di architettura che si avvalgono della nostra professionalità; uno di questi è senza dubbio lo Studio Schiattarella capitanato da arch. Amedeo Schiattarella ed dal figlio Andrea Schiattarella. 
Una delle ultime avventure è stata la nuova sede di Roma della scuola d'archeologia spagnola in via delle tre cannelle(piazza Venezia). Ci sono molte cose che vogliamo mostrarvi e cominciamo dalla sala conferenze che ha messo a dura prova la nostra pazienza.
Infatti il soffitto(con parete di fondo) realizzato è composto da più di 100 tavole di legno massello larghe 20 cm scavate ed adornate con più di 1000 piccoli listelli. Ogni tavola è diversa dall'altra cosi da formare un disegno fatto di linee, ombre e suggestioni che speriamo di farvi vivere attraverso queste prime foto... 
















giovedì 13 giugno 2013

RomeTimeHotel... servizio fotografico.

Come promesso siamo orgogliosi di mostrarvi il servizio fotografico del RomeTimeHotel di via Milano 42-58, Roma. Nei prossimi post racconteremo delle preziose collaborazioni che ci hanno affiancato nella realizzazione dell'opera. 


Le camere












A spasso per l'hotel...